Vestirsi da soli: piccoli gesti per favorire l'autonomia dei bambini - Mamma Bonbon
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Vestirsi da soli: piccoli gesti per favorire l’autonomia dei bambini

I due anni: terribili “capricci”, ma anche grandi passi verso l’autonomia e vestirsi da soli è uno di questi! In realtà questi due aspetti sono correlati tra loro, in quanto è proprio la ricerca delle prime autonomie a spingere i bambini a testare i confini (e la nostra pazienza 😜). Nina ormai da qualche mese è tutta un “faccio io”, “sono grande”, “faccio da sola”: va da sé che certe cose, da soli, non possono ancora farle, anche se vorrebbero. Attraversare la strada, per esempio, e altre cose che li metterebbero in pericolo. Altre, però, non solo possono, ma dovrebbero: iniziare a fare da sé è fonte di grande soddisfazione e autostima!

Da quando Elia era piccolo, abbiamo sempre cercato di permettergli di essere autonomo e con Nina stiamo provando a fare lo stesso. Imparare a vestirsi da soli, ad esempio, è una grande conquista che può essere fatta già dai due anni. In realtà, a dirci quando è il momento, come sempre, sono loro stessi! Noi dobbiamo riuscire ad ascoltarli e, soprattutto, a dargli fiducia. Ce la possono fare! Cosa ci può essere, per loro, di più soddisfacente di questo? Avete mai notato la soddisfazione di quando riescono a fare qualcosa da soli per la prima volta? Questa è la base dell’autostima! Cerchiamo quindi di assecondarli, aiutarli se necessario, ma senza sostituirci a loro! Come? Innanzitutto mettendo a loro disposizione un ambiente a misura di bambino.

Quando Nina sperimenta, mi ripeto che il mio compito è quello di lasciarla fare, senza intervenire e mettendomi a disposizione come aiuto. Di Incoraggiarla e mai frenarla con affermazioni come “faccio io, da solo non ce la fai!” o “sei troppo piccola, non ce la fai!”. Perché per me, concetto che deve passare è l’opposto: “ce la puoi fare, ora e per sempre, nella vita!”

Il lavoro comincia da noi adulti, che dobbiamo rispettare i tempi di un bambino alle prime armi con pantaloni e maglietta o scarpe e che desidera vestirsi da solo. La fretta va frenata, così come il nostro irrefrenabile desiderio di intervenire per aiutarlo. La pazienza non è il mio forte di certo, per cui mi mordo la lingua, mi lego le mani, mi trattengo e aspetto. Se mi dice “mi aiuti?” allora intervengo.

Bambino si infila la maglietta in testa.

Vestirsi da soli: quando iniziare

Non esiste un’età precisa, uguale per tutti, in cui iniziare questo percorso: bisogna ascoltare e osservare i bambini e comprendere quando sono pronti. In generale, comunque, il vestirsi da soli è una tappa che si conquista attorno ai 2-3 anni.

Ma molto dipenderà dal nostro approccio: dovremmo dargli il tempo di fare pratica in questa attività e capire quando è il momento di smettere di vestirlo completamente noi. Solitamente, in realtà, sono i bambini stessi a dircelo, ma spesso non siamo in grado di ascoltarli, o semplicemente ci lasciamo prendere dalla fretta.

Piedi di bambino su uno sgabello di legno.

Vestirsi da soli: consigli per facilitare il bambino

Se è vero che parte del lavoro spetta a noi adulti, come possiamo mettere il bambino nella condizione di sperimentare e fare da sé, fornendogli gli strumenti, ma senza sostituirci a lui? In questi anni con Elia ho sperimentato, sbagliato, modificato i miei comportamenti e ho trovato alcune piccole “tecniche” capaci di aiutarmi. E, soprattutto, di aiutarlo nel suo intento di vestirsi da solo.

Ecco di seguito 4 semplici consigli:

1. Mostrate i movimenti: già detto che i bambini apprendono principalmente per imitazione, quindi il primo semplice consiglio che posso darvi è quello di mostrargli i movimenti, anche quelli che per noi sono, ovviamente, scontati. Ma ricordiamoci che noi facciamo pratica da ormai molti anni, per loro, invece, sono movimenti sconosciuti!

2. Usate uno specchio: mettersi davanti allo specchio e riconoscere la propria fisicità aiuta i bambini a calibrare le misure. Ci serve uno specchio alla sua altezza, in cui si può vedere per intero. Infiliamo e sfiliamo gli abiti e invitiamolo a rifarlo come gioco. Lo specchio sarà utilissimo anche nello step successivo, per imparare ad allacciare bottoni e cerniere, verso i 3-4 anni!

3. Abbiate pazienza: è questione di esercizio e, come tutte le attività da imparare, richiede tempo. Parola d’ordine: resistere. Resistere dall’innervosirsi, resistere dall’intervenire, soprattutto se l’aiuto non è richiesto dal bambino. Se sappiamo di avere fretta, giochiamo d’anticipo: iniziamo a farlo preparare presto, così non dovremmo continuamente ripetergli di fare in fretta. Tranquille, lo so che un conto è la teoria e un conto la pratica: non siamo tutte Maria Montessori ma mamme di corsa e con mille impegni. Se ci sfugge un “dai!” o “sbrigati!” una volta non muore nessuno e ci perdoneranno sicuramente. Concediamoci anche di sbagliare!

4. Lasciateli sperimentare, da soli troveranno la via! Le cose si imparano per tentativi ed errori, lasciamoli fare e ci sorprenderanno.

Vestirsi da soli: come organizzare l’armadio dei bambini

Quando Elia era piccolo, un giorno mi sono fermata a riflettere: come deve essere vivere in un ambiente in cui niente è alla tua portata, niente alla tua altezza, niente a tua misura? Non un granché, secondo me. È ovvio che la casa sia a misura di adulto e non possiamo di certo stravolgerla, ci sono però piccole cose dal grande valore che possiamo fare per loro.

un bambino molto piccolo prende da solo i suoi vestiti nell'armadio posizionato alla sua altezza.

Creare un ambiente a misura di bambino, a partire dalla sua cameretta, è sicuramente il primo passo per favorire la sua autonomia. Per questo, anche l’organizzazione dell’armadio riveste un ruolo importante! Potremmo ad esempio ordinare il loro armadio in modo che possano prendere i vestiti da soli.

Armadio vintage in legno verniciato color verde pastello. All'interno alcuni indumenti riposti in modo ordinato

Come fare?
1. Mettiamo gli indumenti di uso comune nei ripiani più bassi, ad altezza di bambino
2. Teniamo in ordine l’armadio, in modo che il bambino trovi tutto con facilità e che con la stessa facilità possa, oltre che prendere, anche rimettere a posto le sue cose. Innanzitutto pieghiamo bene tutti i capi di abbigliamento. Come? Il metodo ideato dalla giapponese “Marie Kondo” è utilissimo e consiste nel ripiegare tutto a metà due volte (cioè in 4) e riporre tutto non impilando in verticale come siamo soliti fare, ma organizzando tutto in pratiche scatole con gli indumenti infilati in senso orizzontale. In questo modo, tutto è immediatamente visibile e il singolo indumento può essere preso e riposto senza spostare gli altri. Io, in questo, vado fortissimo! 😏
3. Utilizziamo scatole, tante scatole: vanno benissimo quelle trasparenti, ma anche scatole di scarpe. L’obiettivo è creare più comparti in modo che sia più semplice tenere in ordine. Inoltre, se piegati nel modo scritto sopra, gli indumenti così riposti occuperanno molto meno spazio.
4. Dividiamo gli indumenti per categoria, così che il bambino sappia subito dove cercare i pantaloni, dove le t-shirt e così via.
5. Appendere meno cose possibili, in quanto appendere gli indumenti negli appositi attaccapanni non è molto semplice per i bambini.

Sgabello basso per bambini con scarpe appoggiate sopra e un cappello. Di lato, una cesta in vimini per riporre cappelli, sciarpe e altri accessori.

Oltre alla cameretta, ci sono altre zone della casa che andrebbero modificate: provate, ad esempio, ad posizionare all’ingresso un appendiabiti al muro ad altezza di bambino, una cesta e un piccolo sgabello. Queste semplici accortezze gli permetteranno di prendere e riporre il cappotto da soli, di prendere e riporre sciarpe e cappelli nella cesta e di sedersi per infilarsi e togliersi le scarpe da solo. Piccoli gesti dal grande valore per facilitare l’organizzazione familiare e velocizzare il momento dell’uscita e dell’entrata in casa.

Se volete fare un tour nella camerata di Nina, la trovate qui!

L’autostima è il primo passo per diventare adulti sereni in futuro. In bocca al lupo e armatevi di Santa pazienza!